Patto di Stabilità Europea

    

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Patto di Stabilità Europea

Noi, i Ministri degli Esteri degli stati membri dell'Unione Europea, la Commissione Europea, i Ministri degli Esteri dell'Albania, della Bosnia e dell'Erzegovina, della Bulgaria, della Croazia, dell'Ungheria, della Romania, della Federazione Russa, della Slovenia, dell'ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, della Turchia, degli Stati Uniti d'America, il Presidente in carica dell'OSCE e il rappresentante del Consiglio d'Europa in rappresentanza dei partecipanti alla Conferenza odierna sull'Europa del Sud-Est; e i Ministri degli Esteri del Canada e del Giappone, i rappresentanti delle Nazioni Unite, di UNHCR, NATO, OECD, WEU, del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, della Banca d'investimento Europeo e della Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, agendo entro le loro competenze, in rappresentanza degli Stati le Organizzazioni e le Istituzioni della Conferenza odierna, nonché i rappresentanti del processo Royaumont, BSEC, CEI, SECI e SEECP, ci siamo incontrati a Colonia il 10 giugno 1999, per rispondere all'appello dell'Unione Europea di adottare un Patto di Stabilità per l'Europa del Sud-Est. I paesi dell'Europa del Sud-Est riconoscono la proprio responsabilità di lavorare all'interno della comunità internazionale per sviluppare una comune strategia per la stabilità e la crescita della regione e di collaborare l'uno con l'altro e con i maggiori donatori al fine di attuare questa strategia. Cogliere l'opportunità di dedicarsi agli ammanchi strutturali e ai problemi irrisolti accelererà lo sviluppo democratico ed economico della regione. Ci impegneremo a raggiungere l'obiettivo della pace duratura, della prosperità e della stabilità per l'Europa del Sud-Est.

Raggiungeremo questo obiettivo attraverso un approccio alla regione completo e coerente che coinvolga la EU, l'OSCE, il Consiglio d'Europa, l'ONU, la NATO, l'OECD, la WEU, le IFI e le iniziative regionali. Apprezziamo il fatto che l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno considerato prioritario nel loro nuovo ordine del giorno transatlantico sostenere il Patto di Stabilità, nonché il fatto che l'Unione Europea e la Federazione Russa nel dialogo politico hanno considerato prioritario il Patto di Stabilità.

Una risoluzione del conflitto in Kosovo è cruciale per la nostra capacità di raggiungere a pieno gli obiettivi del Patto di Stabilità e di lavorare verso misure stabili e a lungo termine per un futuro di pace e di armonia interetnico senza il timore di una nuova guerra.

Principi e Norme

Riaffermiamo solennemente il nostro impegno verso tutti i principi e le norme custoditi nella Carta dell'ONU, nell'Atto Finale di Helsinki, nella Carta di Parigi, nel documento di Copenaghen del 1990 e negli altri documenti dell'OSCE, e, per quanto applicabile, verso la piena attuazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, delle pertinenti convenzioni del Consiglio d'Europa e dell'Accordo generale per la pace in Bosnia e in Erzegovina, con lo scopo di promuovere buone relazioni di vicinato. Nei nostri sforzi potenzieremo gli accordi bilaterali e multilaterali riguardanti buone relazioni di vicinato che sono stati conclusi dagli Stati della regione che partecipano al Patto, e cercheremo la conclusione di tali accordi laddove essa manca. Essi costituiranno un elemento essenziale del Patto di Stabilità. Riaffermiamo la nostra responsabilità davanti ai nostri cittadini e l'uno davanti all'altro verso il rispetto delle norme e dei principi dell'OSCE e verso l'attuazione dei nostri impegni. Riaffermiamo anche che l'impegno verso il rispetto della dimensione umana assunto con la nostra adesione all'OSCE è materia di diretta e legittima preoccupazione per tutti gli Stati partecipanti al Patto di Stabilità, e non appartengono esclusivamente agli affari interni dello stato interessato. Il rispetto di questi impegni costituisce uno dei fondamenti dell'ordine internazionale, al quale noi intendiamo dare un contributo sostanziale.>BR> Prendiamo nota del fatto che i paesi della regione che partecipano al Patto di Stabilità si impegnano verso continuate riforme democratiche ed economiche, come sviluppato nel paragrafo 10, così come verso la collaborazione bilaterale e regionale tra di loro al fine di promuovere la loro integrazione, su base individuale, nelle strutture nordatlantiche. Gli Stati membri dell'EU e gli altri paesi partecipanti e le organizzazioni e le istituzioni internazionali si impegnano a compiere ogni sforzo per assisterli nella realizzazione di un progresso rapido e concreto lungo questa strada. Riaffermiamo il diritto insito di ogni Stato partecipante ad essere libero di scegliere o di cambiare i piani di sicurezza, compresi i trattati di alleanza che si sviluppano. Ogni stato partecipante rispetterà i diritti di tutti gli altri a questo riguardo. Non rafforzeranno la loro sicurezza a scapito della sicurezza di altri Stati.

Obiettivi

Il Patto di Stabilità mira a rafforzare i paesi dell'Europa del Sud-Est nel loro sforzo di incoraggiare la pace, la democrazia, il rispetto dei diritti umani e la prosperità economica, per raggiungere la stabilità in tutta la regione. Quei paesi della regione che cercano l'integrazione nelle strutture Euroatlantiche, assieme ad un numero di altri partecipanti al Patto, credono fortemente che l'attuazione di questo progetto faciliterà i loro obiettivi. A questo scopo ci impegniamo a collaborare per:

  1. prevenire e porre fine alle tensioni e alle crisi come prerequisito di una stabilità duratura. Questo comprende anche la conclusione e la realizzazione di accordi multilaterali e bilaterali tra di noi e l'attuazione di misure interne per sconfiggere il potenziale di conflitti esistente;
  2. determinare processi politici democratici maturi, fondati su elezioni libere ed eque, basati sul principio della legge e sul pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, inclusi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali, il diritto di mezzi di comunicazioni liberi e indipendenti, di rami legislativi responsabili davanti ai loro costituenti, di giudici indipendenti, combattendo la corruzione, approfondendo e rafforzando la società civile;
  3. creare relazioni pacifiche e di buon vicinato nella regione attraverso la stretta osservanza dei principi dell'Atto Finale di Helsinki, costruire la fiducia e la riconciliazione, incoraggiare il lavoro nell'OSCE e altri fora sulle misure per la costruzione di fiducia regionale e sui meccanismi per la collaborazione di sicurezza;
  4. proteggere la diversità multinazionale e multietnica dei paesi della regione e di proteggere le minoranze;
  5. creare forti economie di mercato basate su efficaci macro politiche, mercati aperti al commercio estero su ampio raggio e all'investimento nel settore privato, su dogane efficienti e trasparenti e su regimi commerciali/regolatori, sviluppare mercati di capitale forte e proprietà diversificata, inclusa la privatizzazione, portare ad una ampia gamma di prosperità per tutti i nostri cittadini;
  6. incrementare la collaborazione economica nella regione e tra la regione e il resto d'Europa e del mondo, incluse le aree di libero commercio;
  7. promuovere contatti senza ostacoli tra i cittadini;
  8. combattere il crimine organizzato, la corruzione e il terrorismo e tutte le attività criminali e illegali;
  9. prevenire l'allontanamento forzato della popolazione causato dalla guerra, le persecuzioni e i conflitti civili nonché l'emigrazione dovuta alla povertà; di tutti i rifugiati e i profughi, assistendo contemporaneamente i paesi della regione condividendone il peso loro imposto; Sud-Est, di una piena integrazione nelle strutture politiche, economiche e di sicurezza di loro scelta.

La pace e la stabilità duraturi nell'Europa del Sud-Est diventerà possibile quando i principi e i valori democratici, che vengono già attivamente promossi da molti paesi della regione, attecchiranno completamente, anche nella Repubblica di Jugoslavia. Gli sforzi internazionali devono concentrarsi sul consolidamento e sull'unione di aree di stabilità della regione al fine di preparare una salda base per il passaggio di tutta la regione verso un futuro democratico e pacifico.

Dichiariamo che la Repubblica Federale di Jugoslavia sarà benvenuta in qualità di partecipante al Patto di Stabilità a tutti gli effetti e alla pari seguendo la risoluzione politica della crisi del Kosovo sulla base dei principi concordati dai Ministri degli Esteri del G8 e tenendo in considerazione la necessità da parte di tutti i partecipanti di rispettare i principi e gli obiettivi di questo Patto.

Per avvicinare di più la Repubblica Federale di Jugoslavia a questo scopo, rispettando la sua sovranità e la sua integrità territoriale, rifletteremo sul modo di rendere la Repubblica del Montenegro la prima beneficiaria del patto.
In questo contesto, sarà gradita la partecipazione dei rappresentanti del Montenegro ai nostri incontri, in qualità di Repubblica costituente della Repubblica Federale di Jugoslavia.

Rileviamo anche l'intenzione dell'Unione Europea e di altri partecipanti interessati di continuare a lavorare vicino al suo governo eletto democraticamente.

Meccanismi del patto di stabilità

Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, ci siamo accordati per creare un Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est. Il Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est riesaminerà i progressi compiuti con il Patto di Stabilità, lo porterà avanti e gli sarà da guida per sviluppare i suoi obiettivi. Il Patto di Stabilità avrà un coordinatore speciale, che sarà eletto dall'Unione Europea, dopo essersi consultata con il presidente in carica dell'OSCE e gli altri partecipanti, e approvato dal presidente dell'OSCE in carica.Il Coordinatore speciale presiederà il Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est e avrà la responsabilità di promuovere il raggiungimento degli obiettivi del Patto entro e tra i paesi singoli, supportato da appropriate strutture fatte su misura, in stretta collaborazione con i governi e le relative istituzioni dei paesi, in particolare di altri paesi associati interessati dell'Unione Europea, nonché con importanti organizzazioni internazionali e istituzioni interessate. Il coordinatore speciale fornirà all'OSCE resoconti periodici del progresso, secondo suoi procedimenti, nell'interesse del Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est .

Il Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est assicurerà il coordinamento delle attività di e tra i seguenti tavoli di lavoro che lavoreranno su competenze, su istituzioni e su iniziative esistenti e che potrebbero essere divisi in sottotavoli: Tavolo di lavoro sulla democratizzazione e sui diritti umani; Tavolo di lavoro sulla ricostruzione economica, sullo sviluppo e sulla cooperazione; Tavolo di lavoro sui problemi di sicurezza. Le responsabilità per questi Tavoli di lavoro sono trattate nell'allegato a questo documento.

I Tavoli di lavoro si dedicheranno e faciliteranno la risoluzione dei problemi affidati loro da disposizioni concordate a ciascun tavolo. Il Tavolo Ragionale dell'Europa del Sud-Est e i Tavoli di lavoro saranno costituiti dai partecipanti al Patto di Stabilità. Gli Stati facilitatori, le Organizzazioni e le Istituzioni come anche le iniziative regionali cui si fa riferimento nel paragrafo 1 di questo documento sono autorizzati a partecipare ai Tavoli di lavoro e al Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est se lo desiderano. I vicini e gli altri paesi, in particolare altri paesi associati interessati dell'Eu, così come organizzazioni e istituzioni internazionali pertinenti possono essere invitati come partecipanti o osservatori, se appropriato, e senza alcun conseguente impegno futuro, al Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est e/o ai Tavoli di lavoro, per contribuire agli obiettivi del Patto di Stabilità.

Ruolo dei partecipanti e collaborazione tra di loro

Il lavoro nel Patto di Stabilità dovrebbe tenere in considerazione le differenti situazioni dei partecipanti. Per raggiungere gli obiettivi di questo Patto, provvederemo all'efficace coordinamento tra gli Stati partecipanti e facilitatori, tra le organizzazioni e le istituzioni internazionali che possiedono conoscenza e competenza particolari per contribuire allo sforzo comune.

Provvederemo alla partecipazione attiva e creativa da parte di tutti gli interessati per determinare le condizioni che consentiranno ai paesi della regione di cogliere l'opportunità rappresentata da questo Patto. Ciascun partecipante si impegnerà ad assicurare che gli obiettivi del Patto di Stabilità vengano promossi in tutte le importanti organizzazioni e istituzioni internazionali cui partecipano.

Ruolo delll'EU

Apprezziamo l'iniziativa dell'Unione Europea di avviare il Patto di Stabilità e il ruolo primario che l'EU sta svolgendo, in collaborazione con altri stati partecipanti e facilitatori, con le organizzazioni e le istituzioni internazionali. L'avvio del Patto darà un solido punto d'appiglio Europeo alla regione. Il successo finale del Patto dipenderà soprattutto dagli sforzi degli Stati interessati a soddisfare gli obiettivi del Patto e a sviluppare la collaborazione regionale attraverso accordi multilaterali e bilaterali.
Diamo un caldo benvenuto alla sollecitudine dell'Unione Europea ad appoggiare attivamente i paesi della regione e a consentire loro di raggiungere gli obiettivi del Patto di stabilità. Apprezziamo l'attività dell'EU di rafforzare le istituzioni democratiche ed economiche nella regione attraverso un numero di programmi pertinenti. Rileviamo il progresso verso la costituzione e lo sviluppo di relazioni contrattuali, su base individuale ed entro il quadro del suo approccio regionale, tra l'EU e gli altri paesi della regione. Rileviamo che, sulla base delle Conclusioni del Consiglio Europeo a Vienna, l'EU preparerà come iniziativa fondamentale una 'Comune strategia verso i Balcani occidentali',. l'EU avvicinerà la regione alla prospettiva della piena integrazione di questi paesi nelle sue strutture. Nel caso di paesi che non hanno ancora concluso accordi di associazione con l'EU, questo si farà attraverso un nuovo genere di relazione contrattuale prendendo in piena considerazione le situazioni individuali di ciascun paese con la prospettiva della adesione all'EU, sulla base del Trattato di Amsterdam e una volta che le norme di Copenaghen siano state soddisfatte. Sottolineiamo anche la disponibilità dell'Unione Europea che, decidendo autonomamente, considererà il raggiungimento degli obiettivi del Patto di Stabilità, in particolare i progressi nella collaborazione internazionale, tra gli elementi importanti nel valutare i meriti di una tale prospettiva.

Ruolo dei paese nella regione

Apprezziamo enormemente il contributo e la solidarietà dei paesi della regione con gli sforzi della comunità internazionale per il raggiungimento di una pacifica soluzione sul Kosovo. Apprezziamo i notevoli sforzi e i risultati raggiunti dai paesi dell'Europa del Sud-Est verso la democratizzazione, la riforma economica e la cooperazione e la stabilità regionale. Questi paesi saranno i principali beneficiari del Patto e riconosceranno che il successo della sua attuazione, e il progredire verso strutture Euro-atlantiche per coloro che la cercano dipende decisamente dal loro impegno ad attuare gli obiettivi del Patto, in particolare dalla loro disponibilità a cooperare a livello bilaterale e multilaterale e a promuovere gli obiettivi del Patto entro le proprie rispettive strutture nazionali.

Ruolo delll'OSCE.

Apprezziamo l'intenzione dell'OSCE, come unica organizzazione di sicurezza pan-Europea e come progetto regionale sotto l'egida del Capitolo VIII della Carta dell'ONU e strumento primario di preavviso, di prevenzione di conflitti, di controllo di crisi e di ricostruzione post-conflitto, di dare un contributo significativo agli sforzi intrapresi attraverso il Patto di Stabilità. Riaffermiamo che l'OSCE ha un ruolo chiave nel promuovere tutte le dimensioni di sicurezza e di stabilità. Di conseguenza chiediamo che il Patto di Stabilità sia posto sotto gli auspici dell'OSCE, e conteremo pienamente sull'OSCE per lavorare in conformità con le disposizioni del Patto di Stabilità da parte degli stati partecipanti, in accordo con le sue procedure e i principi stabiliti. Faremo affidamento sulle istituzioni e gli strumenti dell'OSCE e sulla loro competenza per contribuire alle azioni del Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est e dei Tavoli di lavoro, in particolare il Tavolo di lavoro sulla Democratizzazione e sui diritti umani. Le loro competenze straordinarie sono oltremodo necessarie nel proseguire gli scopi e gli obiettivi del Patto di Stabilità.

Esprimiamo la nostra intenzione, nei casi che richiedono l'intervento dell'OSCE perché vengano osservati i principi dell'OSCE nell'attuazione del Patto di Stabilità, di ricorrere, dove appropriato, agli strumenti e alle procedure dell'OSCE, incluse quelle concernenti la prevenzione di conflitti, la pacifica risoluzione di conflitti e la dimensione umana. Gli Stati che partecipano alla Convenzione che stabilisce la Corte di Conciliazione e di Arbitrato possono anche rivolgersi alla Corte per eventuali dispute e chiedere l'opinione non vincolante della Corte.

Ruolo del consiglio d'Europa

Apprezziamo la disponibilità del Consiglio d'Europa ad integrare tutti i paesi della regione come membri a pieno titolo sulla base dei principi della democrazia pluralista, dei diritti umani e della legge. Il Consiglio d'Europa può dare un importante contributo agli obiettivi del Patto attraverso le sue istituzioni e i suoi organi parlamentari e intergovernativi, attraverso le sue normative europee espresse nelle relative importanti Convenzioni vincolanti legalmente, prima di tutto la Convenzione europea dei diritti umani (e la Corte), i suoi strumenti e i programmi di assistenza nel campo delle istituzioni democratiche, dei diritti umani, di legge, giustizia e educazione, come anche attraverso i suoi forti legami con la società civile. In questo contesto rileviamo con grande interesse il Programma di Stabilità per L'Europa del Sud-Est del Consiglio d'Europa che deve essere realizzato, insieme e in stretta collaborazione con i paesi interessati e altre organizzazioni internazionali e regionali attive nel campo.

Ruolo dell'ONU, compreso l'UNHCR

Sottolineiamo il ruolo centrale che l'ONU svolge nella regione per la pace e la sicurezza e per la durevole normalizzazione politica, come anche per gli sforzi umanitari e la ricostruzione economica. Appoggiamo pienamente la funzione rappresentativa primaria dell'UNHCR in tutte le questioni che riguardano i rifugiati, in particolare la protezione e il ritorno dei rifugiati e dei profughi e il ruolo cruciale della WFP, UNICEF, WHO, UNDP, UNHCHR e degli altri membri del sistema dell'ONU. Miriamo alla partecipazione attiva delle importanti rappresentanze dell'ONU al Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est. Rileviamo che la Commissione economica per l'Europa dell'ONU ha una competenza tale da poter utilmente contribuire alle azioni dei Tavoli di lavoro del Patto di Stabilità.

Ruolo della NATO

Rileviamo la decisione della NATO di aumentare la collaborazione con i paesi dell'Europa del Sud-Est e il suo impegno all'apertura, come anche l'intenzione della NATO, del Consiglio dell'Associazione Euroatlantica e l'Associazione per la pace di lavorare in collaborazione con altre strutture euroatlantiche, di contribuire alla stabilità e alla sicurezza e di mantenere e intensificare le consultazioni con i paesi della regione. Richiediamo il loro intervento, in conformità con gli obiettivi del Patto, per collaborare alle questioni che riguardano la sicurezza regionale e la prevenzione e il controllo dei conflitti. Diamo il benvenuto a queste attività di stabilizzazione mirate a promuovere gli obiettivi di questo Patto. Il maggiore uso dei fora e dei meccanismi consultivi della NATO, lo sviluppo di un meccanismo cooperativo EAPC e l'aumentato uso dei programmi dell'Associazione per la pace servirà agli obiettivi di completa stabilità, collaborazione e buon vicinato previsti nel Patto. I membri della NATO e un sostanziale numero di altri partecipanti sottolineano che l'Alleanza ha un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi del Patto, rilevando in particolare la recente decisione della NATO di raggiungere i paesi della regione.

Ruolo degli Stati Uniti d'America

Avendo lavorato vicino all'Unione europea per avviare questo Patto, gli Stati Uniti d'America continueranno a svolgere un ruolo primario nello sviluppo e nell'attuazione del Patto, in collaborazione con altri partecipanti e facilitatori. Crediamo che il ruolo attivo degli Stati Uniti sottolinei l'importanza vitale attribuita dagli stati della regione alla loro integrazione nelle strutture euro-atlantiche. Rileviamo la disponibilità degli Stati Uniti a appoggiare questo obiettivo, mentre questi paesi lavorano per diventare candidati più forti possibili per un'eventuale adesione alle istituzioni euro-atlantiche. Apprezziamo il contributo crescente fornito dagli Stati Uniti, anche attraverso programmi di assistenza economica e tecnica, e attraverso la sua comune supremazia nelle istituzioni finanziarie internazionali, agli Stati dell'Europa del Sud-Est. Gli Stati Uniti coordineranno e coopereranno con altri donatori per assicurare la massima efficacia di assistenza alla regione.

Ruolo della Federazione Russa

La Russia ha svolto e continua a svolgere un ruolo chiave nella regione. Gli sforzi russi e il contributo per il raggiungimento di una pacifica risoluzione dei conflitti qui, in particolare del conflitto del Kosovo, sono apprezzati. Essendo stato coinvolta sin dal primo momento nell'avviamento di questo Patto, la Federazione Russa continuerà a svolgere un ruolo fondamentale e costruttivo nello sviluppo e nell'attuazione del Patto, in collaborazione con l'EU, l'ONU, l'OSCE, il Consiglio d'Europa, le organizzazioni e le istituzioni economiche e finanziarie, come anche con le iniziative regionali e con gli stati singoli. La Federazione Russa può dare un valido contributo alle attività mirate a promuovere la pace, la sicurezza e la collaborazione post-conflitto.

Ruolo delle IFI

L'IMF, la Banca Mondiale, l'EBRD e la EIB, in quanto l'Unione Europea e' l'istituzione finanziante, devono svolgere un ruolo molto importante, in accordo con i loro specifici mandati, nell'appoggiare i paesi della regione nel raggiungimento della stabilizzazione economica, delle riforme, e nello sviluppo della regione. Noi contiamo su di esse per sviluppare una strategia coerente di assistenza internazionale per la regione e per promuovere valide macroeconomie e politiche strutturali da parte dei paesi interessati. Ci appelliamo a queste Istituzioni finanziarie internazionali perché si assumano un ruolo attivo nel Tavolo regionale dell'Europa del Sud-Est e nei Tavoli di lavoro pertinenti.

Ruolo dell'OECD

Sottolineiamola forza straordinaria dell'OECD come forum per il dialogo su una politica strutturale a medio termine e sulle migliori procedure. Contiamo sulla OECD in considerazione della sua ben nota competenza nel trattare con economie in transizione e del suo dialogo aperto con i paesi dell'Europa del Sud-Est, affinché prenda parte attiva al Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est e assista il processo di ricostruzione economica, il rafforzamento di un buon governo e di capacità amministrative e l'ulteriore integrazione nell'economia europea e globale dei paesi interessati.

Ruolo della WEU

Apprezziamo il ruolo che la WEU svolge nel promuovere la stabilità nella regione. Rileviamo a questo riguardo il contributo di sicurezza che la WEU dà, su richiesta dell'Unione Europea, attraverso le sue missioni nei paesi della regione.

Iniziative e Organizzazioni Regionali

Sottolineiamo il nostro interesse per iniziative e organizzazioni regionali autosufficienti che incoraggino l'amichevole collaborazione tra stati vicini. Diamo il benvenuto a piani di collaborazione sub-regionali tra i paesi partecipanti. Cercheremo di assicurare la collaborazione e il coordinamento tra queste iniziative e il Patto di Stabilità, che si rafforzeranno reciprocamente.

Lavoreremo sui loro risultati attinenti. Rileviamo che il processo Royaumont ha già stabilito una rete dinamica per la collaborazione nel campo della democrazia e della società civile. Perciò, Royaumont ha un ruolo chiave in questo campo, soprattutto entro il raggio d'azione del primo Tavolo di lavoro del Patto di Stabilità.

Rileviamo il ruolo dell'Organizzazione della collaborazione economica del Mar Nero nel promuovere comuni accordi, nel migliorare il clima politico generale e nel favorire lo sviluppo economico nella regione del Mar Nero. Apprezzando il suo impegno per la pace, la sicurezza e la stabilità attraverso la collaborazione economica, invitiamo la BSEC a contribuire alla realizzazione del Patto di Stabilità per l'Europa del Sud-Est.

Rileviamo che l'Iniziativa dell'Europa centrale ha realizzato, con i paesi della regione, una stabile e integrata struttura di dialogo, di coordinamento e di collaborazione nel campo della politica, dell'economia, della cultura e parlamentare. Per la sua esperienza ha un ruolo importante nel contesto del Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est.

Rileviamo che l'Iniziativa di collaborazione dell'Europa del Sud-Est (SECI) ha sviluppato un approccio innovativo alla collaborazione economica e infrastrutturale nella regione attraverso la facilitazione del processo decisorio congiunto da parte dei paesi dell'Europa del Sud-Est nella sua area di attività. Come tale, ha un ruolo chiave riguardo a questioni economiche regionali, in particolare riguardo la rimozione di disincentivi all'investimento privato nella regione, nel raggio d'azione del Patto di Stabilità.

Raccomandiamo il Processo di collaborazione dell'Europa del Sud-Est come ulteriore progetto di cooperazione regionale di successo. Incoraggiamo il suo ulteriore sviluppo e la sua istituzionalizzazione, compresa la finalizzazione del suo statuto sulle relazioni di buon vicinato e sulla cooperazione.

Rileviamo il contributo nell'ambito della sicurezza del gruppo dei Ministri della Difesa dell'Europa del Sud-Est (SEDM), che ha condotto i paesi della regione e altre nazioni verso una varietà di attività cooperative che accrescono la trasparenza e la reciproca fiducia, come la nuova Forza multinazionale di peace-keeping per l'Europa del Sud-Est.

Ci aspettiamo che la proposta Conferenza sulla regione dei mari Ionio e Adriatico dia un contributo positivo alla regione.

Mobilizzazione Internazionale dei donatori e processo di coordinamento

Riaffermiamo il nostro forte impegno ad appoggiare la ricostruzione, la stabilizzazione e l'integrazione per la regione, e ci appelliamo alla comunità internazionale dei donatori perché partecipi generosamente. Diamo il benvenuto ai progressi fatti dalla Banca Mondiale e dall'Unione Europea, attraverso la Commissione Europea, verso la costituzione di un processo di coordinamento di donatori. Questo processo interagirà intensamente con il relativo Tavolo di lavoro, e identificherà modalità appropriate per amministrare e incanalare l'assistenza internazionale.La Banca Mondiale e la Commissione Europea avranno anche la responsabilità di coordinare un approccio complessivo per lo sviluppo regionale e per le necessarie conferenze dei donatori.

Meccanismi di realizzazione e di riserva

L'efficace realizzazione di questo Patto dipenderà dallo sviluppo e dal rafforzamento della capacità amministrativa e istituzionale nonché della società civile dei paesi interessati - sia a livello nazionale sia a livello locale - per rinforzare il consolidamento delle strutture democratiche e per avere benefici a lungo termine per un'amministrazione efficiente e per l'assorbimento dell'assistenza internazionale alla regione.

Il Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est e i Tavoli di Lavoro saranno convocati per gli incontri inaugurali alla prima occasione su invito della Presidenza dell'Unione Europea. Essi lavoreranno per raggiungere risultati concreti in tempi stabiliti, in conformità con gli obiettivi del Patto di Stabilità. Il Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est si incontrerà periodicamente, secondo canoni da stabilirsi, per riesaminare i progressi fatti dai Tavoli di lavoro. Il Tavolo regionale dell'Europa del Sud-Est fornirà una linea guida ai Tavoli di lavoro.

Allegato

Organizzazione del Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est e dei Tavoli di lavoro del Patto di Stabilità per l'Europa del Sud-Est. Il Tavolo regionale dell'Europa del Sud-Est porterà avanti il Patto di Stabilità agendo da punto di smistamento per tutte le questioni di principio riguardanti la sostanza e la realizzazione del patto di Stabilità nonché da corpo direttivo nel processo del Patto di Stabilità. Il Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est funzionerà da guida ai Tavoli di lavoro. I Tavoli di Lavoro sono strumenti per mantenere e migliorare relazioni di buon vicinato nella regione dedicandosi costruttivamente e facilitando la risoluzione dei problemi loro affidati. Gli obiettivi dei Tavoli di lavoro saranno in particolare: la discussione delle questioni in un contesto multilaterale che contribuisca alla definizione dei modi per dedicarsi alle mancanze e all'accomodamento di differenze attraverso disposizioni e accordi, ricorrendo alla competenza e all'appoggio dei partecipanti nonché degli stati facilitatori, delle organizzazioni, delle istituzioni e delle iniziative regionali, in particolare da parte dell'OSCE e del Consiglio d'Europa; l'identificazione di progetti mirati a facilitare la realizzazione di disposizioni, di accordi e di misure in accordo con gli obiettivi del Patto. Particolare attenzione è da porsi ai progetti che riguardano due o più paesi della regione. dove necessario, l'immissione di impulsi in aree dove dovrebbe essere raggiunto ulteriore progresso.

Ogni Tavolo di lavoro si dedicherà alla seguente serie di questioni e deciderà, come appropriato, se la costituzione di sotto-tavoli, che comprendano i partecipanti e i facilitatori, sia necessaria; il Tavolo di lavoro sulla democratizzazione e sui diritti umani, che si dedicherà: alla democratizzazione e ai diritti umani, inclusi i diritti delle persone che appartengono alle minoranze nazionali; ai mezzi di comunicazioni liberi e indipendenti; alla costruzione di una società civile; ai principi della legge e al rinforzamento della legge; alla costituzione di istituzioni; all'amministrazione efficiente e al buon governo; allo sviluppo di regole comuni di condotta su questioni riguardanti i confini; altre questioni correlate di interesse dei partecipanti; ai problemi dei rifugiati, compresa la protezione e il ritorno dei rifugiati e di espatriati;

I Tavoli di Lavoro sulla ricostruzione economica, sullo sviluppo e sulla cooperazione, compresa la cooperazione economica nella regione e tra la regione e il resto dell'Europa e del mondo; la promozione di aree di libero commercio; trasporto oltre confine; fornitura e risparmio di energia; liberalizzazione e trasparenza; infrastruttura; promozione degli affari del settore privato; questioni ambientali; reintegrazione sostenibile dei rifugiati; altre questioni correlate di interesse per i partecipanti, preservando nel frattempo l'integrità del processo di coordinamento dei donatori;

Tavolo di lavoro su questioni di sicurezza, che si dedicherà ad affari di giustizia e interni, nonché di questioni di emigrazione; si concentrerà su misure per combattere il crimine organizzato, la corruzione, il terrorismo e tutte le attività criminali e illegali, rischi ambientali oltreconfine, altre questioni correlate di interesse per i partecipanti; riceverà regolarmente informazioni dai corpi competenti che si dedicano alle modalità di costruzione di trasparenza e di fiducia nella regione. Questo Tavolo incoraggerà anche la continuata attuazione dell'Accordo sul controllo degli armamenti dell'Articolo 4 di Dayton/Parigi e il proseguimento delle negoziazioni dell'articolo V, e dovrebbe considerare se, al momento appropriato, i corpi competenti possano occuparsi di un ulteriore controllo degli armamenti, di modalità di costruzione di sicurezza e di fiducia, prendendo in considerazione obblighi e impegni esistenti sotto il trattato del CFE. riceverà regolarmente informazioni dai corpi competenti che si dedicano alla cooperazione su questioni di difesa/militari mirate ad accrescere la stabilità nella regione e tra i paesi della regione, e faciliterà l'impegno sostenuto di tutti gli interessati per assicurare la sicurezza regionale, la prevenzione e il controllo dei conflitti. Il lavoro di questo Tavolo completerà e sarà coerente con gli sforzi per la sicurezza di questa regione intrapresi da varie iniziative e strutture europee e euro-atlantiche. I Tavoli di Lavoro stabiliranno piani di lavoro in conformità con gli obiettivi del Patto di Stabilità. Entro il raggio della loro competenza, essi possono stabilire tavoli laterali o convocare incontri e conferenze su temi di natura specifica o sub-regionale.

In questo contesto, particolare attenzione deve essere data a favorire gli scambi tra cittadini privati (in particolare giovani), gruppi sociali, imprenditori e compagnie nonché di organizzazioni non governative e delle loro rispettive controparti nei vari paesi della regione. Daranno, in particolare, attenzione alla coerenza e alla consistenza del loro lavoro con le attività esistenti e cercheranno di promuovere complementarità e sinergia, come pure di evitare il raddoppiamento, con attività esistenti.

La Presidenza dei Tavoli di lavoro sarà stabilità dal Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est. I Tavoli di lavoro faranno riferimento al Tavolo Regionale dell'Europa del Sud-Est. I rispettivi presidenti del tavolo regionale dell'Europa del Sud-Est e dei Tavoli di lavoro si incontreranno periodicamente e quando necessario per discutere e coordinare le attività dei Tavoli di lavoro e per monitorare i progressi. Il luogo e l'orario dei Tavoli di lavoro individuali dovrebbero essere fissati per facilitare, nella misura possibile, la presenza dei partecipanti che possano prendere parte a più di un Tavolo di lavoro, senza escludere che differenti Tavoli sviluppino i propri calendari secondo le loro rispettive dinamiche. I Tavoli dovrebbero aver luogo o a rotazione nei paesi della regione o su invito dei singoli paesi o nei paesi dell'Unione Europea o a Vienna, alla sede del consiglio permanente dell'OSCE.

Il paese ospitante, o l'organizzazione ospitante, dovrebbe provvedere a sue spese ai servizi di conferenza, come stanza di conferenza, assistenza di segreteria e interpretazione. L'Unione Europea ha espresso la sua disponibilità a sostenere tali spese quando gli incontri siano tenuti nella sede della sua istituzione.

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