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Il Delta del Pò

Il territorio del Delta del Po, oggi Parco Regionale Veneto, con la flora e la fauna che in esso quasi miracolosamente sopravvivono, anche in prossimità di aree fortemente antropizzate, costituisce un esempio tra i più significativi e meritevoli di tutela nel settore delle “zone umide d’Europa”.
E’ un ambiente unico al mondo e paragonabile, almeno in parte, solo a quello della Camargue.
Alle numerose e vaste distese di coltivazioni agricole si alternano specchi d’acqua costituiti da lagune e valli da pesca, utilizzate per l’itticoltura e la molluschicoltura, prodotti conosciuti ed apprezzati, che vengono esportati in tutta Europa.
Sugli scanni, sui bonelli e sulle isole formatesi grazie alla sedimentazione del fiume, si possono osservare oasi naturalistiche protette, abitate da specie rare. Le lunghe spiagge libere, raggiungibili o con ponti di barche o dai numerosi porticcioli e darsene (Porto Levante, Boccasette e Barricata, o i numerosi pontili lungo a rami del Po), offrono poi al turista degli ambienti ancora incontaminati.
Ciò che più sorprende il visitatore è la ricchezza e la varietà di avifauna in ogni stagione. Molteplici sono le occasioni per effettuare del birdwatching. Numerosi migratori, gazzette, aironi, gabbiani e cormorani fuggono ai rigori del nord Europa e svernano nel Delta; nella tarda primavera e in estate la zona umida salmastra si popola di varie specie di ucceli che vi nidificano. Quindi primavera e autunno sono le stagioni più propizie per osservare gli uccelli di passo, l’estate quelli nidificanti. Anatre, folaghe, cigni sono di casa fra le mille anse e insenature palustri.
La vacanza fluviale in “House boat”, case galleggianti, molto in voga sui fiumi europei, è l’ultima significativa offerta turistica per muoversi tra i canali, nelle atmosfere del Pò. Navigando in questo straordinario habitat deltizio, via via che le acque si mescolano con quelle salate, si osserva il mutare della vegetazione: alle grandi distese di canne palustri e alle boschine, groviglio di pioppi e salici, che crescono rapidamente sulle golene libere da interventi umani, si succedono ampie lagune e barene ove crescono bassi cespugli di piante alofile in grado di sopportare l’alta salinità dei terreni.
Caratterizzano inoltre il territorio le molteplici opere di bonifica attuate nel corso dei secoli dall’uomo, la fitta rete di canali artificiali, i possenti argini costruiti a salvauardia delle inondazioni e le case in mattoni che hanno sostituito i casoni (capanne di paglia e canne un tempo usate come abitazione)
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